Bassotti 
... e non solo...
 
Mi posso considerare un'allevatrice? 
No, sicuramente no. Perchè non avrò mai la testa o meglio l'anima del venditore... 
Ho scritto una lunga risposta al caro amico che mi ha mandato l'articolo apparso su Mentecritica: spero non me ne voglia se la riporto qui di seguito. 
"Leggere la favola a non lieto fine ti (mi) fa venire il magone e non ti fa stare bene per niente e poi viene spontaneo il confronto con la propria situazione. Amo i miei cani? Sì, incondizionatamente! Agisco quando stanno male? Sì, a qualsiasi ora, in qualsiasi momento, in ogni situazione e ad ogni costo! Soffro quando qualcuno di loro "se ne va"? Sì, per tutta la vita (serenamente o, meglio, con più accettazione se concludono il ciclo naturale della loro esistenza; quasi da ricovero se la "dipartita" è innaturale o traumatica)! In questi giorni, come sai, ho la "mia" cucciolata a casa: Anastasia, la mamma, è stata "guardata a vista" fin nei minimi dettagli (mai da sola, mai che potessero mancargli - anche solo per 2 minuti - acqua o cibo - in grande abbondanza, intendo -, mai che potesse provare un pochino di abbassamento di temperatura - non di freddo, siamo matti? -, ecc.) sia durante la gravidanza che durante il parto (ovviamente assistito da tutta la famiglia e in stretto contatto con il veterinario - non ce n'era bisogno ma non si sa mai...). Nate le cucciole, te ne lavi le mani? Ma scherzi? Fino a settimana scorsa hanno dormito tutti affianco al mio letto in modo da poter subito intervenire al minimo rumorino strano e, anzi, le prime due settimane sono proprio state con tutta la cuccia, annessi e connessi, SUL mio letto (così, ogni tanto, soprattutto durante la notte, potevo coccolare, rassicurare e tenere compagnia alla mammina). E adesso che hanno circa 50 giorni e che fanno un casino pazzesco sono state traslocate... in salotto (così anche il resto della famiglia canina fa loro compagnia). Eccessivo? Con tutta probabilità sì, anzi sicuramente sì ma alla fine, nonostante il poco sonno, nonostante le continue pulizie, nonostante tutto, vedere le cucciolotte che sono fantastiche, serene, ben pasciute, allegre, giocose, affettuosissime e sane non pensi che ne valga la pena? O vedere lo sguardo profondissimo e riconoscente (sì, perchè se hai un buon rapporto con i tuoi cani non hai bisogno di parole) di Anastasia non ne fa valere la pena? Del resto, in un modo o nell'altro, sei tu umano che hai deciso di avere con te un cane, difficilmente avviene il contrario... 
Così, del racconto appena letto mi rimane un dispiacere immenso per la cagnetta rimasta in Ungheria dove, se le andrà bene, fra 6-8 mesi avrà altri cuccioli da allattare, altri cuccioli da veder morire, altri cuccioli da veder portare via in malo modo o, forse, morirà di freddo, o di sofferenze, o di qualsiasi altra cosa (compresa una sua libera e sicuramente consapevole scelta). Poi mi dispiace per i cuccioli, per tutti i cuccioli, sia per quelli morti già all'origine, che per quelli morti durante il viaggio, che per quelli morti in Italia. Ed infine mi dispiace per la bambina - per tutti i bambini - che per Natale riceveranno un "regalo" vivo... finchè ce la farà... 
Sarò cattiva ma non mi dispiace quasi per nulla per il papà della bambina. Siamo grandi, vaccinati e, si spera, dotati di un cervello che dovrebbe funzionare. Siamo addirittura sopraffatti dalla quantità di notizie che ogni giorno ci pervengono (radio, televisione, quotidiani, internet e, perchè no, il passa parola umano). E nonostante tutto, vuoi per risparmiare qualche soldo (per la verità utlimamente ho conosciuto alcune persone che hanno comprato dei cani in negozi senza alcuna garanzia: i costi non sono proprio così bassi come si può pensare!) o - soprattutto - vuoi per evitare di "sbattersi" più di tanto (è certamente più facile entrare nel primo negozio della tua città o del paese affianco piuttosto che iniziare a documentarti, fare un giro di telefonate, contattare l'eventuale venditore e spostarsi per andare a vedere) decidi di tappare le orecchie e di chiudere gli occhi ed entri in un negozio (ovviamente ce n'è anche di onesti, non faccio di tutta l'erba un fascio). Peccato che poi, a tuo figlio, qualche spiegazione la devi dare e, certo, dare la colpa al negozio piuttosto che al veterinario che magari non ha capito o a chi vuoi tu è comunque uno scrollarsi di dosso un problema che... hai creato tu. E prima o poi allo specchio ti devi pur guardare... 
Concludo dicendo che sono più che convinta che qualcuno sappia chi è il negoziante, chi è il commerciante, chi è il veterinario (parlo al singolare ma è ovvio che non sia uno...). Possibile che non ci sia modo di agire contro di loro? E' sempre e solo una questione economica che riguarda sempre e comunque tutto un giro di persone? E la legge? Uguale per tutti? O è bendata come la dea della Fortuna (al contrario, ovviamente)? Perchè ho sempre più la sensazione che si stia andando verso una società in cui sopravvivi ed emergi a seconda di quanto deliquente decidi di essere?" 
Ho ripreso la mail perchè non sarei più stata in grado di esprimere le stesse emozioni provate appena letto il racconto... 
Però qui vorrei aggiungere anche il "piccolo" rovescio della medaglia. Chi legge può pensare che sia ovvio che chi ha cuccioli nella propria casa faccia "guerra" ai negozi. Bè, non è così. E qui torno alla mia domanda iniziale (essere o meno un allevatore). Le mie cucciolotte avranno 3 mesi poco prima di Natale... Una fortuna sfacciata, viene da pensare. Un disastro totale, penso io. Eh sì, perchè a Natale si diventa più buoni, si cerca di accontentare tutti, di esaudire quel sogno che fai da tanto... Ma nessuno si ferma mai a pensare che non tutti quelli che acquistano sono persone così irreprensibili? Che la famigliola che ti ha fatto una buona impressione quando si è presa la briga di venire fino a casa tua per vedere dal vero i cuccioli, che ti ha fatto un sacco di domande, che sembrava così preoccupata di non riuscire ad essere un "buon padrone", alla fine - magari giusto verso giugno, luglio o agosto - si trasforma nel classico Mr. Hide e ti molla il pelosino in autostrada? 
Forse dovrei fare spallucce e pensare: "chi se ne frega, tanto non è più mio!". Bè, io non ce la faccio... 
No, non sarò mai una "vera" allevatrice...